Il 16 maggio Cles, in Val di Non, ha ospitato l'annuale Convegno di Primavera del Gruppo Orientale presso la sala Borghesi Bertolla, messa a disposizione dal Comune.
La mattinata, dedicata all'Assemblea dei soci, si è aperta con il saluto delle autorità, Sindaco e rappresentanti dell' Amministrazione locale, e ha sviluppato i vari temi all'ordine del giorno.
Si sono poi presentati all'Assemblea con immagini della loro attività i nuovi soci ammessi quest'anno a far parte del CAAI Gruppo Orientale:
Enrico Paganin da Venezia, il giovanissimo Lorenzo Toscani da Firenze e Fabrizio De Francesco dei Ciamorces de Fasha (foto sotto).

Introdotto da Stefano Santomaso è stato particolarmente animato il dibattito su DOLOMIA 2026, un progetto elaborato dai Gruppi Alpinistici della zona dolomitica e nato con l'intento di "preservare il carattere autentico e avventuroso dell'alpinismo dolomitico, proteggendo un patrimonio fatto non solo di roccia e chiodi, ma anche di memoria, etica e cultura".
Molto sentito anche il momento dedicato ai festeggiamenti di Carlo Claus, nostro socio ormai alla soglia dei cento anni, un'età non comune ma che di certo non ha intaccato il piglio e la serenità del personaggio. Rievocazioni a cura di Luciano Ferrari, Sergio Martini, Almo Giambisi e Ezio Alimonta.
Giambisi, Martini e Alimonta raccontano Carlo Claus

Carlo Claus

Nel pomeriggio è seguito un evento culturale aperto al pubblico con la proiezione del film SOLLEDER-LETTENBAUER. Una sala gremita ha seguito con attenzione questo interessantissimo condensato di storia, passione e avventura prodotto da Alessandro Baù, Alessandro Beber e Emanuele Confortin in occasione dei cento anni dall'apertura della via Solleder Lettenbauer alla Nord Ovest del Civetta, vera pietra miliare nella storia dell'alpinismo. Emanuele Confortin, che ha diretto con grande abilità il film, ha commentato in sala il lavoro, ricordando il valore storico della via. Una salita che per il tempo in cui si colloca, i mezzi utilizzati e la modalità di apertura traccia una linea talmente importante da definire un "prima" e un "dopo" nella storia dell'alpinismo.

Emanuele Confortin presenta il film SOLLEDER-LETTENBAUER - Foto Paganin

