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Club Alpino Accademico Italiano

UN SOGNO LUNGO OTTO ANNI

Venerdì, 25 Settembre 2020 12:25

Via nuova  allo Spallone del Sassolungo - Pilastro Lupezza -  ad opera di Filippo Nardi (C.A.A.I.) e Jacopo Biserni 

UN SOGNO LUNGO OTTO ANNI

Sassolungo, montagna del cuore, montagna di una vita. Molti anni fa, faccio la conoscenza di Ivo Rabanser, e le sue vie, insieme ai suoi preziosi consigli, alimentano e fanno crescere il mio interesse per questo gruppo montuoso. Il fascino che esercita su di me è qualcosa di misterioso e che non riesco a spiegarmi. Scorrono gli anni e si sommano, numerosissime, le mie ripetizioni delle sue vie, anche di quelle meno conosciute. Sulle sue pareti, con gli amici vivo avventure bellissime e provo emozioni profonde, come difficilmente mi succede su altre montagne. Si fa strada l’idea di aprire una nuova via: la parete sud-est dello Spallone attira la mia attenzione e mi intriga.

Foto parete

Nel dicembre del 2012, ha inizio così, con il fido Beppe Prati, il sogno. I primi 4 tiri nascono in fretta. Ad inizio estate dell’anno successivo ne aggiungiamo altri due, arrivando sotto ad un muraglione giallo impressionante. Dubbi e perplessità. Saliamo qualche metro, piantiamo qualche chiodo. Il tutto cade poi in un oblio alpinistico: altre idee, altri progetti, altre avventure. Nel frattempo conosco Jacopo Biserni, pieno di vita e determinazione. Facciamo parecchie salite insieme e, quest’estate, il suo entusiasmo e la sua tenacia, mi stimolano a riprendere in mano il progetto. Mi piace il suo modo di vivere la nuova avventura, di sentirla. Come fosse stato presente sin dal 2012. Si susseguono risalite di tiri, trasporti di carichi notevoli, sulle spalle o al traino, chiodi piantati, dita schiacciate, dubbi sulla linea ed un bivacco scomodissimo, che ricorderò come il più penoso della mia vita. Proprio durante quella notte, sotto il cielo trapuntato della Val Gardena, nasce l’idea: è morto da poco il grande maestro Ennio Morricone e l’interesse per la musica, che mi accomuna a Jacopo, fa il resto. La via si chiamerà proprio “Ennio Morricone”! A settembre la terminiamo, sulla punta di un piccolo pilastro staccato, dove il resto della parete perde di qualità, continuità ed interesse. Proponiamo di intitolarlo ad un amico di tante avventure, scomparso purtroppo qualche anno fa. Ne sarà sicuramente felice.

 

RELAZIONE DELLA VIA

GRUPPO DEL SASSOLUNGO

SPALLONE DEL SASSOLUNGO M. 3081 – PARETE SUD - EST

PILASTRO LUPEZZA (TOP. PROPOSTO)

VIA “ ENNIO MORRICONE”

 Primi salitori: Filippo Nardi e Giuseppe Prati i primi 5 tiri, nel 2012. Filippo Nardi e Jacopo Biserni dalla lunghezza 6 sino al termine, durante l’estate del 2020.

Sviluppo: 500 m. circa, 14 tiri.

Difficoltà: VI+, VII, VII+, IX- (oppure VII e A0, in un tiro)

Materiale: Utilizzati e lasciati in posto 44 chiodi e 7 spit (esclusivamente sul tiro più difficile), oltre ad alcuni cordini nelle poche clessidre presenti. Le prime 5 soste sono su 3 o 4 chiodi, mentre tutte le restanti hanno un fix con anello ed un chiodo. Per una ripetizione si consiglia una serie completa di friends BD Camelot (dallo 0,3 al 3 ed un paio di misure micro, verde e rosso), una piccola scelta di nuts e 3-4 chiodi assortiti. Necessarie corde da 60 metri.

Tempo di salita: 6-8 ore

Il nuovo itinerario supera, con direttiva pressoché diretta, la verticale porzione della parete sud-est compresa tra la via “Fiamme Gialle” (a sinistra) e il Pilastro Est (a destra) dove sale la via “Cristina”, terminando sulla punta di un piccolo pilastro staccato che i primi salitori hanno voluto chiamare con il nome di un amico e compagno di molte salite, scomparso alcuni anni fa. La salita presenta un’arrampicata molto bella ed elegante, in alcuni tratti decisamente esposta, su roccia generalmente buona e compatta, salvo in alcuni tratti nei tiri 4 e 5, dove la roccia è in parte friabile. La gialla fascia centrale, sopra l’incrocio con la via della Rampa, viene superata con due belle ed estetiche lunghezze in placca, lasciate ben chiodate. La via è stata percorsa in arrampicata libera dagli stessi apritori.

 

ACCESSO: Dal parcheggio della cabinovia Sassolungo per il rif. Demetz, si segue il sentiero per il rif. Comici sino in corrispondenza della stazione a monte del primo impianto sciistico (seggiovia) che si incontra. Per prati prima e ripide ghiaie poi, si raggiunge la parete est. L’attacco è posto un centinaio di metri a sx (faccia a monte) rispetto all’inizio della via della Rampa, sotto un evidente sistema di fessure di roccia grigio/nera (fare anche riferimento alla fotografia allegata). Ometto alla base + chiodo e cordone, dopo un breve zoccoletto. (ore 0.45)

Ennio Moricone JPG

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1)  Salire l’evidente sistema di fessure di bella roccia compatta, sino ad un terrazzino di sosta (30 metri, IV+/V, nessun chiodo).
2)  Proseguire lungo la sovrastante fessura, raggiungere una zona più facile e per fessure, leggermente in diagonale verso dx, raggiungere la sosta (30 metri, VI/V+/V/IV+, 1 chiodo).
3)  Superare verso sx il breve strapiombino subito sopra la sosta, continuare per il camino- fessura e per risalti verticali al punto di sosta (30 metri, V/IV+, un cordino in clessidra).
4)  Salire il soprastante diedro aperto (sulle rocce di dx roccia migliore), poi proseguire diritto in parete (roccia delicata) sino sotto ad un’evidente zona strapiombante giallastra. Traversare 3 metri a dx (tratto friabile), aggirare uno spigoletto accennato ed in verticale arrivare in sosta, presso una nicchia gialla (30 metri, VI/VI+/V, 5 chiodi e un cordino in clessidra).
5)  Superare la fessura gialla che sale in diagonale a sx ( roccia scagliosa), guadagnare una zona più facile, salire un breve caminetto sulla dx e, per risalti e paretine, raggiungere la sosta, posta sotto una zona strapiombante scura (incrocio con la via della Rampa) (50 metri, IV+/III, 2 chiodi).
6)  Salire in diagonale verso sx, in direzione di due prue nere strapiombanti, superarle e continuare diritti per alcuni metri, sino ad una grande clessidra con cordone. Da qui proseguire in diagonale verso dx, superare un bel muretto di roccia nera e molto lavorata, raggiungendo poi la sosta, posta presso una cengetta con un grande scaglione staccato (45 metri, V+/IV+, 1 chiodo e 4 cordini in clessidre).
7)  Dalla sosta alzarsi sulla bella placca con buchetti, in diagonale verso dx, salire alcuni metri diritto e poi traversare decisamente a sx, sino ad una grande lama che si segue fino alla sosta su terrazzino inclinato. Tiro estetico (15 metri, VI+/VII+/V+, 9 chiodi).
8)  Salire la bellissima placca verso dx, poi diritti per alcuni metri piuttosto impegnativi, quindi verso sx, superando infine il sovrastante leggero strapiombo alla sua estremità dx. Sosta scomoda. Tiro molto bello (25 metri, VIII-/IX- (VII e A0), 7 chiodi e 7 spit).
9)  Traversare subito a sx con alcuni passaggi ostici, aggirare uno spigoletto accennato e continuare a traversare verso sx, superando infine una difficile placca con un buco evidente e due buchetti più piccoli. Sosta pochi metri sopra, su comoda cengetta (25 metri, VII/VI/VII+, 4 chiodi e 1 cordino in clessidra).
10)  Traversare a sx, all’inizio anche abbassandosi un paio di metri, superando il lungo strapiombetto sovrastante alla sua estremità sx, proseguire in verticale su bella placca compatta (più in alto visibili 3 chiodi a pressione della via “Fiamme Gialle”), sino a quando è possibile traversare verso dx per raggiungere l’evidente diedro superficiale che si segue sino in sosta, su comoda cengia, presso una nicchietta gialla ed un grottino (35 metri, VI/VI+/VII, 6 chiodi).
11)  Spostandosi di poco verso sx, superare un breve strapiombino ed entrare poi nell’evidente diedro soprastante che, con bella arrampicata, conduce in sosta (20 metri, VI/V, 2 chiodi ed un cordino in clessidra).
12)  Superare lo strapiombino sopra la sosta e proseguire lungo l’atletico diedro sino sotto ad un tetto che va superato traversando in placca verso dx. Raggiunta una zona più facile, si prosegue in direzione di un breve diedrino, al termine del quale, presso un grande spuntone, si trova la sosta. Alla base dello spuntone, libretto di via in un contenitore metallico (45 metri, VI+/IV+/V, 4 chiodi e un cordino in clessidra).
13)  In breve si raggiunge una piccola conca ghiaiosa e, dopo un breve risalto verticale, si raggiunge la comoda sosta su cengetta, dove sale anche la via Delago (20 metri, III, nessun chiodo).
14)  Salire a dx (lasciare sulla sx il camino della via Delago) lungo lo spigoletto della cuspide dell’evidente piccolo pilastro staccato, sino al suo termine (15 metri, V, nessun chiodo)

     

DISCESA: Si scende in doppia lungo la via di salita, su ancoraggi molto ben attrezzati, saltando le soste n° 13 - 9 - 8 - 1. Necessarie corde da 60 metri.

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