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PREMIO PAOLO CONSIGLIO 2017

Lunedì, 29 Maggio 2017 22:24

 

 598px assemblea delegati CAI napoli2017 fonte lo scarpone

 

Il Premio Paolo Consiglio è stato assegnato per il 2017 ex-aequo alla spedizione KISHTWAR SHIVLING dei trentini Silvestro e Tomas Franchini, Nicola Binelli e Luca Cornella e alla spedizione RIO TURBIO 2017 dei lombardi Luca Schiera e Paolo Marazzi.

Il Presidente Generale del C AI Vincenzo Torti e il Presidente Generale del CAAI Alberto Rampini hanno consegnato il Premio nel corso dell'Assemblea dei Delegati del CAI il 27 maggio a Napoli. 

Due spedizioni molto diverse ma con alcuni importanti punti in comune: composte da giovani alpinisti, spedizioni leggere e a basso impatto ambientale, luoghi selvaggi e poco frequentati, realizzazioni di pregio alpinistico elevato  e con l'utilizzo minimo di mezzi tradizionali.

KISHTWAR SHIVLING

Nuova ascensione sul Pilastro est del Kishtwar Shivling (5.780 mt, Kashmir Indiano).
Si tratta di una zona remota che ha comportato 7 giorni di avvicinamento e la
salita ha richiesto un duro bivacco e 22 ore effettive di scalata. La via è
stata aperta senza l’utilizzo di spit e sale sfruttando il punto debole della
parete su terreno perlopiù strapiombante, con un dislivello di 800 metri ed uno
sviluppo di quasi 1000 metri. Difficoltà dichiarate VIII A1 M4+

Kishtwar Shivling tracciato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RIO TURBIO 2017

Obiettivo  della spedizione è stata l’esplorazione alpinistica della valle del rio Turbio,situata in Patagonia a circa 150 km a
sud di Bariloche.  Si tratta in una valle poco esplorata, dove è riuscita la scalata di una big waal di circa 1000 metri, il Cerro Mariposa.
Salita con mezzi tradizionali, terreno inesplorato e linea da disegnare, un'avventura
completa e totale in angolo sperduto dell'America del Sud. Il rientro in kayak
gonfiabili per 80 km sul torrente fino a El Bolsón completa il quadro per
un'avventura vera tutta vissuta in autonomia.

Foto Mariposa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 La motivazione del Riconoscimento recita:

Si ritiene che questi giovani alpinisti, già abbastanza
conosciuti nell’ambiente, con l’esempio di queste spedizioni, possano ispirare altri giovani a vivere l'avventura senza compromessi, in sintonia con uno stile
coniato dai grandi accademici del CAI, valorizzando con il sorriso sulle labbra
un po' scanzonato, tipico dei giovani, quei valori etici e morali del Club Alpino
Accademico, nei quali l'uomo è al centro e con la sua volontà, preparazione,
tenacia e determinazione si spinge fin dove può ai suoi limiti affrontando la
natura selvaggia, accettando i rischi in modo consapevole ma senza compromessi.

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